▪ Amore. Quello vero né picchia né umilia. Tantomeno uccide.
▪ Bambine e bambini. Se imparano a riconoscersi diversi, si rispettano.
▪ C’era una volta… Finché morte non ci separi… No. Se non funziona, io per la mia strada. Tu per la tua.
▪ Dignità. La mia è sacra. A casa. A lavoro. Al supermercato e quando vado a ballare da sola.
▪ E… Sebbene alterata, tu non hai alcun diritto di costringermi a fare sesso, se non voglio.
▪ Femminicidi. Uno ogni 3 giorni nel 2020. 3.344 le donne uccise in Italia fra il 2000 e l’ottobre scorso.
▪ Geloso. Ovvio, mi ama e quindi controlla il mio cellulare. No ti pensa roba sua. Lascialo e salvati.
▪ Ha… detto che sono stupida e inutile. Forse ha ragione. Non è così. Lui è stupido e inutile. Mollalo.
▪ Ingenua. Sei andata con lui, che altro ti aspettavi? Ci sono andata. Ma non gli ho detto Si. Mi ha stuprata.
▪ Libera. Di amarti se mi fai stare bene. Di lasciarti se così non è. Di denunciarti se mi fai del male.
▪ Minigonna. La utilizzo se e quando voglio. E’ una mia prerogativa. Non il tuo diritto di avermi.
▪ No. Se è no è no. Mi costringi a fare sesso? E’ stupro. Non colpa mia. Qualsiasi cosa io abbia fatto o detto.
▪ Oggi. 25 Novembre 2020. Siamo più forti e consapevoli. Ma la strada da percorrere è ancora lunga.
▪ Parole. Sono come pietre. Quelle pubbliche come quelle private.
▪ Quella volta che a lavoro non sono stata promossa, perché gli ho detto no. Anche questa violenza. Me too.
▪ Rospo? No grazie. Principe? Nemmeno. Meglio un compagno con cui costruire una prospettiva. Alla pari.
▪ Sottopagate. Stesse competenze e mansioni ma retribuzioni più basse. Anche questa è violenza.
▪ Tempo. Cancella le ferite e i lividi. No. Cambiare vita e imparare ad amarsi cancella ferite e lividi.
▪ Uomini. La violenza contro le donne è un reato. Voi potete essere i nostri migliori alleati per combatterla.
▪ Vattene. Sei violento. Non cambierai. Non ti darò nessun’altra possibilità. E non ti ascolterò per l’ultima volta.
▪ Zitto. Non dire che mi ami. Fosse stato così non mi avresti uccisa.
