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Sardegna – Il governo compensi il rincaro dei trasporti marittimi

3 Febbraio 2020 News

Il Consiglio regionale, riunito in seduta statutaria per discutere di trasporti marittimi, allargato ai Parlamentari e Rappresentanti delle Autonomie locali è buona prassi che auspico sia l’inizio di un nuovo percorso, attraverso cui i rappresentanti istituzionali del Popolo sardo si confrontino e condividano le scelte strategiche.

Viviamo una stagione politica in cui dovremo fare scelte talmente importanti che inevitabilmente incideranno sul futuro della nostra Isola e sulle prospettive dei Sardi. Di quelli più giovani in particolare.

Penso alla questione ambientale. Penso alla demografia. Penso al percorso di reindustrializzazione. Penso alla questione energetica. Penso al sistema di trasporti.

Non possiamo permetterci di affrontare questi temi a compartimenti stagni. Servono luoghi di confronto e di sintesi in cui definire le priorità, i comuni punti di caduta, i temi condivisi coi quali ci presentiamo a Roma e a Bruxelles. Quelli sui quali tutti possiamo convergere. A prescindere dall’essere forze di Governo o di Opposizione. A prescindere dalle maglie che ciascuno di Noi legittimamente indossa.

Teniamo sempre a mente che la Sardegna ha vinto ogni qualvolta si è presentata unita.

Allorquando l’autorevolezza e la forte legittimazione della proposta e della rappresentanza istituzionale che l’ha espressa è andata ben oltre l’esiguità numerica dei rappresentanti parlamentari nazionali ed europei.

I trasporti marittimi e i rincari conseguenti all’applicazione, a partire dal 1 Gennaio 2020, della Convenzione Marpol – Annesso VI relativa all’obbligo di alimentare le navi con combustibili a basso contenuto di zolfo  è stato il Tema su cui ci siamo confrontati nella odierna seduta del nostro Consiglio regionale.

La costruzione di un sistema di trasporti marittimi sostenibili e l’abbattimento delle emissioni inquinanti sono battaglia che dobbiamo sentire nostra. Completamente. Abbiamo l’obbligo, anche morale, di convertire tutte le attività umane in modo tale da recuperare e preservare, laddove ancora sia possibile, la biodiversità, le funzioni e la naturale capacità di carico del pianeta e degli ecosistemi in cui si articola.

Ne siamo consapevoli. E la Convenzione internazionale in quesitone è assolutamente opportuna.

Diciamo però che i costi della transizione da combustibili inquinanti ad altri a basso contenuto di zolfo, non possono essere caricati sugli autotrasportatori sardi, sulle nostre prospettive economiche, sulla Comunità sarda.

Siamo un Isola. Viviamo e lavoriamo su un Isola. Questo elemento deve essere considerato quando si decide e si attua un programma, un’azione, una misura. Di qualsiasi tipo essa sia.

Se non si vuole incorrere in un’insopportabile diseguaglianza.

In tal senso l’aumento dei noli marittimi si scarica sulla Sardegna e sui suoi operatori economici in modo completamente differente a quanto accade per altri operatori e sistemi economici regionali.

Ecco palesata la diseguaglianza. Terribile e disastrosa. Per i diritti dei Sardi. Per la competitività e la stessa sopravvivenza di settori strategici per la nostra economia.

E , allora, sono due i piani di azione su cui il Governo nazionale deve lavorare condividendo ogni passo con la Regione sarda.

Individuare immediatamente incentivi e accordi specifici volti a compensare gli aumenti e soprattutto a evitare che questi siano caricati sugli operatori economici sardi e sulla Sardegna.

Si pensava di intervenire con gli incentivi Marebonus, ma parrebbe che questo tipo di incentivazione non sia rispettosa degli attuali vincoli dei Regolamenti sugli aiuti di stato. Si argomenta che si tratterebbe di un doppio incentivo a favore della Sardegna. Agli incentivi sulla continuità si sommerebbero impropriamente quelli di Marebonus. Confesso che non concordo su questa interpretazione. E ribadisco. Finché non rivedremo le norme sugli aiuti di Stato, difficilmente si potranno superare gli squilibri fra i territori europei.

Si lavora allora, lo si faccia convintamente e velocemente, sulla messa a punto di incentivi specifici e validi per un periodo limitato al fine di neutralizzare gli aumenti, fino a quando non entrerà in vigore il nuovo sistema di continuità territoriale marittima.

Quest’ultimo sarà il contesto normativo attraverso il quale si costruiranno pari opportunità per i Sardi?

Si. Noi stiamo lavorando in tal senso.

Il nuovo quadro di continuità territoriale, che noi abbiamo ben chiaro, si veda a riguardo nostra proposta di legge, prevede che la Regione Sardegna sia protagonista nella definizione degli ‘oneri di servizio pubblico’ in termini di tratte, tariffe, qualità del servizio e tipologia di navi da utilizzare.

In riferimento a questo ultimo elemento proponiamo, appunto, che gli armatori che concorrono per aggiudicarsi la gestione del servizio di trasporto marittimo, in regime di continuità, lo facciano esclusivamente con navi adeguate rispetto agli obblighi in materia di combustibili non inquinanti.  

Come troppo spesso accade, si interviene tardi e innanzi all’emergenza.

Ho depositato la proposta di legge sulla continuità territoriale all’inizio della legislatura.

In tanti abbiamo avvisato che i tempi sarebbero stati stretti e che bisognava confrontarsi e delineare un nuovo modello di continuità dopo l’esperienza di quello attivato nel 2012, quando la priorità era la privatizzazione di Tirrenia, non la mobilità dei sardi e il trasporto merci da e per la Sardegna.

I ritardi accumulati da chi c’era prima non sono però una giustificazione, né un’attenuante.

Non c’è tempo per puntare il dito sull’uno o sull’altro governo. C’è da correre. E noi quanto prima abbiamo l’obbligo di trovare la soluzione.

                        Romina Mura _ Deputata Partito Democratico

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