“Siamo molto soddisfatte per l’approvazione dell’emendamento alla legge di Bilancio che permette la nona salvaguardia per la categoria dei cosiddetti esodati”. Lo sottolineano le deputate Pd Romina Mura, prima firmataria dell’emendamento, e Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro.
“Grazie anche alla condivisione di tutti i gruppi della maggioranza, dopo anni che cercavamo di coprire le loro posizioni contributive, siamo finalmente riusciti a trovare le risorse per sanare questa ferita aperta nel mondo del lavoro.
Si tratta di persone rimaste escluse dalle precedenti salvaguardie, in molti casi donne, che con l’entrata in vigore della riforma Fornero e con la crescita dell’aspettativa di vita si erano ritrovate senza lavoro e senza pensione. Siamo ovviamente felici di questo successo – concludono – che crea le condizioni per raggiungere presto la soluzione anche per coloro che purtroppo ancora restano senza salvaguardia”.
L’intervento costa 115,1 milioni di euro in 6 anni e andrà a salvaguardare 2.400 ESODATI che matureranno i requisiti per andare in pensione successivamente al 31 dicembre 2011.
La nuova salvaguardia (per la quale le domande dovranno essere inoltrate all’Inps entro inizio marzo 2021) riguarda i seguenti lavoratori che maturano la pensione con i requisiti ante 2011 entro dicembre 2021:
i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorché al 6 dicembre 2011 non abbiano avuto un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non abbiano svolto attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
La salvaguardia viene estesa poi a quei lavoratori, con gli stessi requisiti di cui sopra, il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012, dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali; i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Restano dunque esclusi i lavoratori collocati in mobilità dal dicembre 2011. La salvaguardia viene poi estesa a quei lavoratori che matureranno la pensione entro dicembre 2021 e che hanno cessato di lavorare per assistere figli con disabilità gravi. Viene inoltre prevista una salvaguardia per quei lavoratori, che matureranno la pensione entro dicembre 2021, che avevano contratti a termine o di somministrazione a termine (ad esclusione di braccianti e stagionali) cessati tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 e non abbiano da loro avuto alcun contratto a tempo indeterminato.
Romina Mura _ Deputata Partito Democratico