La Regione Sardegna si è mossa tardi e pure male nella lotta alla piaga degli incendi, e in più svilisce le prerogative dell’autonomia. E’ incredibile che solo il 4 luglio, con le fiamme che già divampano, compaia una gara per l’avvistamento dei roghi. Ma davvero scandaloso è il fatto che con questo atto la Regione spenda un milione e mezzo di euro per esternalizzare sull’isola il pattugliamento delle strade statali affidandolo per 48 giorni a un operatore economico. Il tutto senza tener in nessun conto l’esperienza dei volontari, delle associazioni e prescindendo da una base base comunale e intercomunale, come propongono le migliori esperienze regionali di Protezione civile.
E’ la denuncia della presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), a proposito della gara europea bandita dalla Regione Sardegna per “l’affidamento del servizio antincendio boschivo di presidio e pattugliamento lungo le strade statali e provinciali del territorio della regione Sardegna nei mesi di luglio/agosto 2022”.
Anche sulla convenzione tra la Regione e il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per l’antincendio boschivo e il potenziamento dei distaccamenti dei VVF ci sarebbe da analizzare come la Giunta spende il denaro pubblico. Appare quantomeno bizzarro che le postazioni stagionali dei pompieri, attivate per 60 giorni, siano sulla costa e non all’interno, dove si trovano le zone boscate.
