Biografia

Sona nata a Sadali nel maggio 1970.

Sadali è uno dei paesi più belli fra quelli che ho avuto modo di conoscere. Come il primo amore. Non lo scordi mai.

Tant’è che dopo averci vissuto fino ai miei 19 anni, quando ho conseguito la maturità scientifica all’Attilio Bissiri di Seui, un altro grazioso paese del mio Territorio, il Sarcidano-Barbagia di Seulo, non l’ho mai abbandonato. Pensate che onore esserne Sindaca, a partire dal 2010.  Certo non ho potuto trascorrerci tutte le mie giornate.  Durante gli anni di Università, presso la Facoltà di Scienze politiche in cui mi sono laureata con specializzazione politico-amministrativo, ho cominciato a vivere un pezzo delle mie settimane a Cagliari.

La mia città adottiva. Che ho imparato ad amare con gli anni. E nella quale piano piano mi sono integrata.

Il mondo del lavoro

E a Cagliari sono cresciuta professionalmente. Ho lavorato per tanti anni – a partire dal 2003 – presso la Primaidea società di consulenza strategica a privati e PA. Dal 2013, da quando sono stata eletta Deputata della Repubblica, sono in aspettativa.

Attraverso il mio lavoro mi sono interfacciata con la Pubblica Amministrazione, con le dinamiche dello sviluppo locale, con le fragilità e insieme le potenzialità dei territori come principali fattori di crescita sociale ed economica. Ho supportato tanti Comuni e Unioni di comuni sardi nella costruzione di importanti progetti di valorizzazione e sviluppo.

Ho coordinato progetti regionali e nazionali di grande complessità.  Mi sono occupata della gestione di risorse umane. Ho partecipato a diverse attività di ricerche socio-economiche e analisi di fattibilità. Il mio lavoro ha rappresentato, oltre alla fonte dei miei redditi, una importante e costante percorso formativo.

L’esordio in politica

La politica. Una delle mie passioni. E come tutte le passioni mi ha procurato gioie e dolori. Dopo aver letto e studiato Ignazio Silone, amavo definirmi “una politica senza Partito e una credente senza Chiesa”. In realtà quell’inciso cosi filosofico e “da grandi” mi dava modo di ribellarmi verso il “troppo partito” che respiravo a casa.

La mia famiglia comunista, militante e sempre in prima linea nelle battaglie collettive, non era poca cosa nella mia dimensione di adolescente portatrice sana di insofferenza. Come tutti gli adolescenti. Feste dell’Unità, la sezione piena di fumo e di genuina militanza, il partito come impegno quotidiano che, inevitabilmente, incideva sulle dinamiche familiari. Forse era proprio questo che mi creava diffidenza. E Silone diventò la mia corazza. Si fa per dire.

In realtà è proprio in quegli anni ed è in quel contesto, nel mio rapporto anche conflittuale con quel microcosmo, nel bello e nel brutto di quella militanza familiare e comunitaria, che si definiscono i fondamentali del mio profilo politico.

Innanzitutto il  mio essere donna di sinistra.

Di una sinistra che, nella mia testa, è tale, se  amplia le opportunità, riconosce i diritti, quelli vecchi e quelli nuovi. Incentiva i saperi e le aspirazioni. Prepara il terreno e definisce regole minime affinché le libertà individuali possano svilupparsi in un contesto sociale, dove chi è debole viene supportato. Mai lasciato indietro.  Legittima definitivamente la relazione positiva fra i diritti e i doveri.

E per me sinistra non fa rima con nostalgia. Semmai è Sinistra saper leggere il presente e sforzarsi di scrivere il futuro.

Si il futuro.

Perché ogni fase storica porta in dote aspettative e speranze, ma anche necessità differenti. Perché, in fondo, la mia generazione, ancora oggi classe dirigente solo a metà, si confronta con condizioni inedite alle generazioni precedenti: la precarietà, l’individualismo nella vita come in politica, la crisi del pensiero progressista e socialista, l’immigrazione, il decremento demografico, la crisi del concetto tradizionale di lavoro, l’antipolitica, l’innovazione tecnologica, i social network e le diverse piazze virtuali, come nuovi e formidabili spazi di comunicazione e partecipazione, ma anche luoghi di una rinnovata e pericolosa violenza ed emarginazione. La paura e talvolta il rancore che sostituiscono l’idealità quando devi scegliere da che parte stare.

Tre fatti, in particolare, hanno qualificato e indirizzato il mio impegno politico.

Scopri tutte le attività di Romina Mura

WordPress Video Lightbox Plugin